Descrizione
Il Comune di Pieve di Soligo ha presentato la propria candidatura a Capitale Italiana del Libro 2027 con un dossier intitolato “Se non ora, quando?”, la domanda con cui Primo Levi interrogava il presente e la responsabilità di chi lo abita. Nel 2027 ricorrono i quarant’anni dalla sua morte: un’occasione per riattivare la memoria collettiva attraverso la lettura.
Città che legge dal 2017 - confermato per il triennio 2024-2026 - Pieve di Soligo vanta patti per la lettura con ventuno soggetti locali, gruppi di lettura attivi da vent’anni, biblioteche scolastiche e festival letterari. Al centro di tutto c’è Andrea Zanzotto: il poeta che per trent’anni ha insegnato in questo territorio e ha trasformato un paesaggio locale in linguaggio universale.
“La candidatura di Pieve di Soligo a Capitale Italiana del Libro si inscrive nell’aura di una tradizione culturale radicata ed evocativa, dove la parola scritta continua a farsi nutrimento civile e spirituale della comunità. Come scriveva Andrea Zanzotto, qui “la dolcissima linfa del sapere” scorre ancora viva, custodendo nella lettura un’eredità di memoria, bellezza e futuro condiviso”. Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo
Il programma 2027 si articola lungo l’intero anno con tre comunità di lettori - giovani, adulti, bambini - un libro al mese, fino alla grande festa d’autunno che riunisce le comunità di lettura di tutta Italia. Tra i progetti: la Casa della Lettura, il primo Salone Internazionale della Poesia in Italia, il Premio Internazionale di Poesia Visiva dedicato a Zanzotto, gemellaggi letterari con scuole di altre Capitali del Libro, un progetto di lettura inclusiva per ragazzi con dislessia e la mappa letteraria digitale delle Colline del Prosecco.
La candidatura può contare su partner nazionali solidi: il CEPELL, il Forum del Libro, il Salone Internazionale del Libro di Torino, Pordenonelegge e i principali supplementi culturali della stampa nazionale, che saranno media partner di una riflessione collettiva sulla lettura come atto poetico e civile. Partner privati di scala nazionale porteranno il messaggio nella vita quotidiana di milioni di persone.
Dietro ogni scelta c’è una convinzione precisa: leggere non è un atto neutro. I Greci chiamavano poiesis il gesto del fare, del portare all’esistenza ciò che prima non c’era: la lettura è esattamente questo, non ricezione passiva ma atto generativo.
Pieve di Soligo si candida a essere il luogo in cui questa pratica trova, per un anno e oltre, una casa, un nome e una comunità.
“Non ci sono mai stati, sul pianeta, così tanti libri e così tanti lettori. Se Pieve di Soligo verrà scelta, darà vita a un programma davvero unico, che partirà e arriverà lungo il corso del fiume che le dà il nome e lungo il quale Andrea Zanzotto amava passeggiare per prendere ispirazione”. Paolo Verri, direttore scientifico della candidatura